Il semirimorchio è una tipologia di Unità di Trasporto Intermodale che si differenzia dal trasporto modale “semplice” (ossia con almeno due modi di trasporto) poiché nell’intermodale non c’è rottura del carico.

Nei tipi di contenitori che permettono il trasporto senza rottura del carico si trovano i Container, la Cassa mobile e il Semirimorchio: quest’ultimo si differenzia con dimensioni interne compatibili con EPAL (800×1200 mm con un peso di circa 23 Kg, per quanto riguarda EPAL1) e flessibili.

Com’è strutturato il semirimorchio?

Il semirimorchio è parte di un complesso veicolare chiamato autoarticolato: questa struttura è composta da un trattore stradale destinata a trainare il semirimorchio, quest’ultimo non è altro che un veicolo senza motore.

Una peculiarità del semirimorchio che lo differenzia dal rimorchio- che poggia tutto il peso sui propri assi- è il poter scaricare metà del suo peso sulla ralla del trattore stradale.

Perché il semirimorchio?

Il semirimorchio nasce dalla necessità di trasportare le merci in un comparto diverso dall’abitacolo del conducente e la sua caratteristica principale è quella di poter essere agganciato e sganciato velocemente, in modo da poter cambiare in fretta il trattore stradale che lo traina.

Impiego più comune del semirimorchio

Il semirimorchio è molto spesso utilizzato nel seguente viaggio: carico iniziale con traino su strada, seguito da carico via ferrovia per essere poi recuperato da un altro trattore stradale che lo porterà a destinazione.

Nel mondo dei trasporti intermodali si avvale di tutti i mezzi disponibili per avere una logistica più snella e diminuire gli sprechi, in un’ottica di ottimizzazione del trasporto e di riduzione delle tempistiche e dei costi il semirimorchio calza a pennello.

Per questo viene utilizzato per spostare merce da e per Europa (Milano, Spagna, Grecia) ma anche verso stati esteri come la Tunisia. I semirimorchi di Luigi Cozza Trasporti possono inoltre trasportare merci deperibili e merci pericolose in tutta sicurezza.